Terzo Tempo per Palazzo Sirena

Il dibattito sulla demolizione del Palazzo Sirena ha rappresentato per Francavilla una sorta di partita di calcio. Un derby: due fazioni della stessa città che si affrontano per ottenere la vittoria. Le squadre sono nate spontaneamente: favorevoli contro contrari. Meno spontaneamente si è riusciti a trovare un arbitro. Questo perché il nostro sindaco, che normalmente dovrebbe rivestire i panni dell’arbitro super partes, ha scelto invece di vestire i panni della punta di diamante della squadra dei Demolitori. Un’altra cosa fondamentale ha fatto il nostro sindaco: ha portato il pallone…Ha organizzato una partita alla quale nessuno nella nostra comunità aveva mai sentito l’esigenza di partecipare. Una partita che invece si è giocata e, se il risultato appariva scontato fin dall’inizio, lo svolgimento si è rivelato sorprendente. La squadra dei demolitori, dotata di un tasso tecnico e di una struttura fisica superiori, ha subito schiacciato nella propria metà campo gli avversari. Questi ultimi non hanno potuto che arroccarsi a protezione della porta, mostrando un’abnegazione e una compattezza commoventi. A lungo il risultato è rimasto in parità fino all’inevitabile zampata del fuoriclasse: grazie al favore delle tenebre, in una notte qualunque di fine estate, il fantasista dei Demolitori si inserisce in sospetto fuorigioco nella difesa avversaria mettendo a segno il gol partita. Nemmeno il tempo di correre festante sotto la curva dei propri tifosi-elettori che arriva il triplice fischio finale. Sugli spalti, affollati da tutti coloro che non hanno voluto partecipare all’incontro ma ugualmente hanno voluto far sentire il loro sostegno, esplode la gioia dei Demolitori che si lasciano andare a cori e sfottò all’indirizzo della curva avversaria, la quale mestamente abbandona lo stadio dopo aver tributato un sincero applauso ai propri beniamini. Al fischio finale i giocatori si ritrovano faccia a faccia in campo, ansimanti, stanchi e sudati. Alcuni si stringono la mano, altri ne approfittano per regolare i conti rimasti in sospeso e se le promettono di santa ragione, nessuno però partecipa al “terzo tempo”. Il terzo tempo appartiene alla nobile tradizione rugbistica: i giocatori delle due squadre si incontrano negli spogliatoi per condividere una birra e mettere una pietra sopra a tutte le acredini nate in campo. Dopo il terzo tempo le due squadre si salutano con l’animo in pace e con la convinzione che nessun rancore sarà serbato in vista dei futuri incontri. Solo questo ci auguriamo per il futuro della nostra comunità: che questa lunga ed estenuante partita non lasci scorie nel tessuto sociale. Per far si che questo avvenga si dovranno dare delle risposte a tutti quelli che protesteranno sulle scorrettezze della squadra vincente. Si dovrà organizzare un terzo tempo per offrire una birra e spiegare il motivo di quelle scorrettezze. Spiegazione che probabilmente non arriverà mai perché, come sanno bene tutti coloro che hanno almeno una volta partecipato ad una partita di calcio improvvisata, è sempre chi porta il pallone a decidere le regole del gioco. 

E.P.

 

 

 

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