Miopia amministrativa

L’Amministrazione locale, che ha ereditato il bene dall'azienda di soggiorno, non ha saputo valorizzare un bene il quale oltre al valore socioculturale che rappresenta, ha un suo valore mobiliare notevole. Un immobile di tal genere non può essere abbandonato a se stesso, ma dovrebbe essere utilizzato per creare economia nel territorio, sembra così elementare la formula che l'attuale amministrazione cittadina ha ben pensato di raderlo al suolo, per far spazio ad una più ampia piazza che di fatto cancella del tutto un valore mobiliare certo, a fronte di un luogo che verosimilmente rimarrà spettrale per 10 mesi all'anno, fatto salvo quindi il periodo estivo luglio/agosto. Questi sono gli amministratori che governano le nostre città: nessuna programmazione, nessun piano strategico a lungo termine, ma personalismi che mal si coniugano con la necessità di rivalutare il territorio e farlo tornare competitivo sulla sua naturale vocazione: il turismo. Questa demolizione costerà alla collettività oltre 700mila €, Ma quel che rende ancor più cupa la decisione è la mancanza di unitarietà d'intenti all'interno dello stesso schieramento politico, se si pensa che in una situazione analoga l'allora Sindaco di Pescara ed ora Governatore d'Abruzzo D'Alfonso, decise di riportare a nuovo lo storico Liquorificio Aurum, il quale è diventato teatro di numerose iniziative mondane e culturali incastonate all'interno della Pineta Dannunziana. Gestire un territorio significa valorizzarlo e portarlo nel futuro, nell'interesse delle generazioni a venire, purtroppo tutto questo non avviene in molte realtà del nostro Paese e Francavilla al Mare è un triste esempio di come la mancanza di programmazione e lungimiranza sfoci poi nell'improvvisazione, anticamera del depauperamento patrimoniale e culturale di un territorio essendo ovviamente molto più comodo praticare strade di breve periodo che portano a risultati certi dal punto di vista elettorale, ma pressoché ininfluenti sullo sviluppo di lunghissimo periodo di un territorio.

Così, mentre in gran parte del Mondo cosiddetto sviluppato, si lavora già per le generazioni che vedranno l'alba del XXII secolo, in Italia, in Abruzzo ed anche a Francavilla purtroppo tutto ciò non avviene, ed anzi si considera utopia lo spostamento del tracciato ferroviario per lasciare spazio ad una più silenziosa, ecologica e sostenibile metropolitana di superficie al servizio della collettività e della crescita di un'area metropolitana dove vivono complessivamente quasi 500mila persone. E' triste, ma questa è la realtà amministrativa con cui siamo chiamati a convivere.

di Lorenzo Rapino

 

 

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