IL BILANCIO DELLA RINASCITA

Il prospetto riassuntivo del bilancio di previsione per l’anno 2015 evidenzia una “Differenza” di euro 6.783.007,23 che viene coperta con:  300.000,00 di oneri di urbanizzazione; 6.290.000,00 di plusvalenze patrimoniali (vendita della piscina e palazzo ex Omni?) e 193.007,23 di altri non meglio determinati. La vendita degli immobili anzidetti figurava anche nei bilanci di previsione degli scorsi anni per cui, allo stato, non risulta che sia possibile ragionevolmente sperare di concretizzarla, con la conseguenza che, il bilancio della rinascita sbandierato da questa amministrazione, resta un’ipotesi concreta solo nel libro dei sogni. La conseguenza finale sarà che il saldo netto da impiegare, pari a 5.834.227,00 si tradurrà in un impiego di risorse inesistenti (debiti da coprire). La normativa in vigore, molto chiara, dispone che il bilancio di previsione deve essere redatto in pareggio finanziario complessivo. L'ammontare delle entrate iscritte in bilancio deve cioè pareggiare il complesso delle spese. Non può esservi quindi disavanzo in quanto in tale caso alcune spese non potrebbero essere effettivamente sostenute per mancanza di corrispondenti risorse (ipotesi che riteniamo possa verificarsi), ma non può esservi nemmeno avanzo, in quanto, in tale caso, si verificherebbe un maggiore ed ingiustificato prelievo a carico dei cittadini rispetto alle esigenze finanziarie connesse all'erogazione dei servizi dell'ente. Se la finalità ultima del Comune è quella di soddisfare i bisogni della collettività amministrata, tale maggior prelievo non troverebbe quindi motivazione alcuna.

In conclusione la normativa fornisce indirizzi precisi e sostanzialmente impone l’obbligo di pareggio finanziario complessivo del bilancio, inoltre, deve essere assicurato anche nel corso della  gestione, vale a dire: operare le rettifiche del caso!

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