Francavilla città ricettiva?

Chi come noi ha sempre vissuto a Francavilla al Mare, ha avuto la consapevolezza di vivere in una città turistica e ricettiva, la “Perla dell’Adriatico”.  Ma può ancora considerarsi tale? Quali sono i criteri per definire una città come turistica?

 

Una località può diventare meta turistica solo se possiede delle attrattive: paesaggistica, culturale, storica, climatica, artistica. Ma occorre che le bellezze naturali o il patrimonio artistico possano essere fruibili dai turisti. La località deve presentare quelle infrastrutture che possono permettere al turista di soggiornare, frequentare i luoghi che lo interessano, trascorrervi il tempo in attività, trovare luoghi di ristorazione e di acquisti.

 

Parliamo quindi della presenza di alberghi, ristoranti, bar, negozi, aree verdi, musei; itinerari e guide messi a disposizione da uffici di accoglienza turistica: sono alcuni degli indicatori che devono essere realizzati in una città a vocazione turistica per favorire la sua crescita ed il suo successo. E Francavilla può definirsi tale? Abbiamo saputo prendere ad esempio città che da sempre hanno fatto del turismo la propria vocazione e motore di traino, come ad esempio Rimini e le varie città della riviera romagnola?

 

Sicuramente abbiamo il mare e i resti di un fermento culturale sviluppatosi intorno alle figure di Michetti e D’Annunzio; ma il patrimonio di una città deve essere valorizzato e reso fruibile. Il Museo Michetti dovrebbe essere meta continua di turisti per le opere conservate al suo interno; si dovrebbe costruire un progetto di sviluppo economico attorno a questo motore culturale di traino, che può portare Francavilla ad essere “città d’Arte”, nonché polo di richiamo nazionale attraverso il rilancio del Premio Michetti, uno dei premi più antichi d’Italia, istituito nel 1947 in onore di Francesco Paolo Michetti pittore di Francavilla al Mare.

 

Per quanto riguarda il mare, assistiamo purtroppo ogni estate al problema dell’inquinamento dei vari fossi che si gettano nell’Adriatico, con conseguenza del divieto di balneazione e della chiusura di diversi tratti di spiaggia.

 

A costi inferiori, in paesi vicini, si hanno tante delle condizioni che a Francavilla non sono nemmeno abbozzate; poco è stato fatto, ma soprattutto alcune operazioni dell’amministrazione comunale sembrano essere andate in senso opposto a quello sperato: ricordiamo il continuo assottigliamento delle spiagge in alcuni tratti del litorale; il totale abbandono in disuso di importanti strutture ricettive e la trasformazione della ricettività alberghiera in edilizia abitativa; l’aumento di zone di parcheggio a pagamento; l’autorizzazione a costruire a ridosso della battigia o addirittura a ridosso di importanti siti di interesse storico.

 

Francavilla al Mare è una città che deve tornare a risplendere, ritrovando l’antica aurea che l’aveva resa tra le mete turistiche più ambite della nostra regione, luogo di soggiorno delle élite romane e regionali, ritrovando i suoi valori identitari che una politica spesso miope non è stata in grado di sfruttare e valorizzare.

 

Non vogliamo puntare il dito sulle scelte sbagliate del passato ma salvare il salvabile per non commettere errori sulla visione futura di Francavilla. Su quello che resta bisogna avere le idee chiare pianificando gli interventi (rivisitazione definitiva del p.r.g.) finalizzati ad una visione di città del buon vivere.

 

È necessaria l’istituzione di una cabina di regia a livello comunale, che sappia coinvolgere i diversi attori protagonisti di un rilancio della vocazione turistica di Francavilla, con anche l’interessamento di personalità di spicco e competenti e con il rilancio di un Piano Regolatore che sappia essere spinta per la ripartenza del settore turistico, ricettivo, dell’accoglienza e dell’intrattenimento

 

Ma c’è bisogno anche del coinvolgimento dei cittadini che per primi devono sentirsi protagonisti del cambio di marcia che speriamo venga intrapreso il prima possibile dalla nostra amata città.

 

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