Camillo Paolini: il bilancio partecipativo

 

 

Partiamo dal bilancio partecipativo e la cooperazione sui temi.


Una pratica già sperimentata in diverse città si può riassumere così: un processo decisionale che
consiste in un’apertura della macchina comunale alla partecipazione diretta ed effettiva della
popolazione nell’assunzione di decisioni, rilevanti e minori, sugli obiettivi, la scelta e la
distribuzione degli investimenti pubblici.


Ovvero si richiede ai cittadini di partecipare alla gestione di una parte del bilancio per
decidere tutti assieme le priorità di spesa, i nuovi investimenti, le emergenze
.


Ciò potrà aver luogo con internet oppure con delle consultazioni periodiche, o attraverso delle
assemblee aperte, dei sondaggi, o altrimenti organizzando piazze tematiche: l’attenzione potrà
andare alle spese maggiori ma potrà identificare anche delle nicchie di interesse solitamente
dimenticate dalla politica tradizionale.


Si tratta di rendere l’operato del Comune molto più trasparente, dando a tutti i cittadini la certezza di
contare.


Chiederemo ai cittadini quali siano le loro priorità sarà la nostra prima azione appena eletti:
chiamiamola consultazione, referendum, apertura dei quaderni delle doglianze, chiamiamola e
organizziamola al meglio, ma sarà certamente la prima cosa da fare. Abbiamo già una nostra idea di
azione, ma sarà assolutamente necessario muoversi di comune accordo con la volontà della
popolazione.

 

 

 

 

 

 

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